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FFF2009- The Ghost of Yotsuya
Iemon è un samurai di basso rango, abile quanto impulsivo e spietato. Come se non bastasse, è innamorato, precisamente della bella Iwa, figlia di un nobiluomo che rifiuta a più riprese di concederla in sposa a Iemon. Il samurai, posto di fronte all'ennesimo irrevocabile rifiuto, viene colto da una furia improvvisa e uccide il nobile e la sua scorta. Su consiglio del suo servo Naosuke, fa ricadere la colpa su un furfante locale verso il quale giura vendetta, e si mette in viaggio con la sua amata e altre persone, Naosuke stesso compreso. L'assassinio del nobiluomo sarà solo il primo di una serie di delitti che Iemon dovrà commettere, in un vortice di perfidia e malvagità attraverso il quale viene condotto dal suo diabolico servo.
Diversamente da quanto suggerisce il titolo, The Ghost of Yotsuya (titolo originale: Tokaido Yotsuya Kaidan) non può essere definito semplicemente come una storia di fantasmi. Tratto da un'opera teatrale kabuki del 1825, il film si concentra molto più sulle dinamiche interpersonali e sul dramma individuale, sul binomio morte/onore, che sulla dimensione spaventosa e paranormale, che viene introdotta solo verso la fine, con la morte di Iwa e sua conseguente vendetta. Ci troviamo quindi di fronte anzitutto a un buon film in costume, che narra il percorso verso la dannazione di Iemon, un percorso abilmente direzionato dal machiavellico Naosuke. Un film interessante, che rimedia alla fondamentale banalità di fondo della storia (che dopotutto è la più antica e famosa delle storie di fantasmi giapponesi) con una regia funzionale e priva di forzature, che forse osa troppo poco nella messa in scena dei duelli.
La parte della vendetta finale è, come sempre nell'opera di Nakagawa, quella registicamente più interessante, e qui più che altrove si coglie l'influenza che le intuizioni visive di questo artista hanno avuto sulla rappresentazione dell'orrore nella cultura orientale. Il fantasma di Iwa, quella figura femminile mostruosa e inquietante che vaga pallida e silenziosa per le vie di Yotsuya, è madre di molti spiriti simili che popolano il cinema horror giapponese moderno, dalla Sadako di Ringu agli spettri di The eye, passando per le terribili visioni di Ju-on.
(Alessandro Diele, 30/1/2009)
Prossimo passaggio: Sabato 31 Gennaio, ore 22.30, Cinema Lumiere
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