Quando il valoroso comandante Wang Sheng conduce vittoriosamente le sue truppe contro un manipolo di briganti, salva la bellissima quanto misteriosa Xiao Wei e la accoglie a casa sua. Ma la conturbante ospite nasconde un terribile segreto: essa è in realtà un demone volpe, che deve nutrirsi di cuori umani per non invecchiare, e ha al suo servizio un abile demone rettile, che le procura le prede uccidendo gli abitanti del villaggio. La situazione è disperata, il popolo si rivolge ovviamente a Wang Sheng, che nulla sa della reale identità di Xiao Wei. Tuttavia, alcuni indizi sulla vera natura della ragazza non sono sfuggiti a Peirong, moglie di Wang Sheng, che tenterà di smascherarla con l'aiuto di Pang Yong, un tempo suo amato, e della cacciatrice di demoni Xia Bing.

Nonostante la trama del film sia liberamente ispirata al classico della letteratura cinese a tematica paranormale “Storie fantastiche del padiglione dei divertimenti” di Pu Songling, chi pensa di trovare in Painted Skin (Wa pei) un film dell'orrore rimarrà inesorabilmente deluso. Nel film infatti la vicenda demoniaca non viene trattata seguendo atmosfere e stilemi da cinema dell'orrore, ma ripiegando piuttosto su elementi action, ottenendo come risultato un buon film wuxapian (l'equivalente cinese del genere “cappa e spada”) che, dopo un inizio un po' stentato, si fa piuttosto avvincente e focalizza la sua attenzione sui rapporti tra i personaggi e i sentimenti che li legano.

La regia chiara e funzionale di Gordon Chan (“The medallion”) non indugia dunque in elementi eccessivamente macabri o grandguignoleschi, ma offre concitate scene d'azione e bei combattimenti, con una fotografia pulita e priva dei virtuosismi a volte eccessivi tipici del wuxapian moderno. Wa pei non è un film destinato a entrare nella Storia, né un capolavoro imperdibile, ma un onesto film d'azione e sentimento, amore e passione, ben girato e ben recitato, senza fronzoli né eccessive pretese.

 

(Alessandro Diele, 31/1/2009)

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