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FFF2009- Martin Fierro
Al compás de la vigüela,
Que el hombre que lo desvela
Una pena estraordinaria
Como la ave solitaria
Con el cantar se consuela.”
El Gaucho Martin Fierro, protasi
La vicenda del valoroso Martin Fierro, rapito di peso alla sua famiglia e obbligato a combattere per il proprio Paese, destinato a tornare a casa dopo molti, troppi anni, per trovarla distrutta e abbandonata e decidere così di voltare le spalle all'ordine costituito e diventare un gaucho, un cavaliere della pampa, è una delle più significative storie della tradizione sudamericana, e deriva da un poema epico argentino scritto da Josè Hernàndez e pubblicato nel 1879.
A questa leggenda si ispirano Liliana Romero e Norman Luiz, che dirigono Martin Fierro – the movie, lungometraggio d'animazione vincitore del Lancia Platinum Gran Prize nell'edizione 2009 del Future Film Festival. La motivazione è piuttosto chiara e precisa: testualmente “per l’originalità e la ricercatezza del design, la semplicità ed efficacia della storia che racconta un vecchio poema argentino su gauchos e pampa, con la splendida tradizione della tecnica di animazione 2D”.
Poco si potrebbe aggiungere a questa descrizione sintetica ma esaustiva, salvo mettere in guardia proprio dal design, che nella sua originalità potrebbe non essere adatto a tutti i gusti, e far storcere il naso ai più. Le animazioni, pur valide, non sono eccezionali, tuttavia alcune scene (qualche combattimento, il confronto tra Fierro e gli sgherri venuti a ucciderlo verso la fine del film, la gara di corsa tra il protagonista e il proprietario terriero, per fare qualche esempio) hanno come una scintilla, una marcia in più che le rende accattivanti e spettacolari. Al contempo, è stato fatto un ottimo lavoro in termini di resa delle ambientazioni e dell'atmosfera, attraverso una magistrale gestione dei ritmi narrativi e una riuscitissima scelta dei colori.
Per concludere, vale la pena di spendere qualche parola anche per il doppiaggio e soprattutto per la voce possente e roca di Daniel Fanego, che, nei panni del protagonista, con la semplice intonazione, con poche sfumature aggiuntive, riesce da solo a comunicare tutto lo spirito di ribellione e la furia repressa di un uomo libero cui viene tolto tutto.
(Alessandro Diele, 2/2/2009)
Martin Fierro“Yo soy un gaucho […] la Pampa es tierra para vivir con dignidad pero pa’ eso hay que tener coraje” Martin Fierro
“Sono un gaucho […] la Pampa è una terra in cui si deve vivere con dignità e per far ciò ci vuole coraggio".
Martin Fierro è la storia di tutti gli umili oppressi dal potere e schiacciati da logiche estranee alla vita quotidiana di ognuno, una storia che racconta l’ingiustizia e che narra, sia nella ricerca linguistica che nei paesaggi, un paese profondamente complesso e variegato come l’Argentina. Ispirato al poema epico popolare intitolato El gaucho Martín Fierro, scritto da José Hernández e pubblicato nel 1872, questo racconto è considerato un capolavoro del genere gauchesco.
Il protagonista è un gaucho, un uomo semplice e onesto che vive con la sua famiglia nella propria fattoria. La storia prende forma all’inizio del secolo scorso in un periodo di forti cambiamenti, in cui il governo cerca di privare gli indios nativi della loro terra e di “civilizzarli”. Fierro così viene arruolato e mandato al fronte a combattere per una guerra che non gli appartiene e per un ideale che non condivide, subendo soprusi e angherie continue dai suoi superiori. Durante una battaglia infine scappa diventando un fuorilegge e, tornando a casa, scopre che la sua famiglia ha perso la fattoria e si è trasferita. A lui non resta che vivere di espedienti e di rimorsi finché, durante un duello con i soldati mandati sulle sue tracce, gli viene risparmiata la vita dal sergente Cruz che, impressionato dal coraggio di Fierro, si unisce a lui nella lotta. Entrambi decidono quindi di andare a vivere fra gli indios, sia per sottrarsi alla legge sia sperando di vivere una vita migliore. Con questa decisione, che mostra come sia preferibile la vita dei primitivi piuttosto che la civilizzazione di tipo europeo, il racconto finisce con una speranza, per il protagonista, ovvero che i suoi figli un giorno capiranno perché alcuni come lui sono nati per vivere liberi.
Il lungometraggio è caratterizzato durante la narrazione da colori vividi che rendono giustizia ad un paesaggio in continuo cambiamento, rappresentante la varietà del territorio argentino. Il tratto con il quale sono eseguiti i disegni è dinamico, quasi espressionistico, spesso volto a rappresentare l’abbrutimento dei personaggi stessi.
Con un linguaggio forte, pregnante, ricco di modi di dire popolari e spesso in rima il protagonista, il gaucho, canta la sua lotta per la libertà contro le avversità e l’ingiustizia.
(Chiara Peretti 3/2/2009)
Altri film in concorso Lancia Platinum Grand Prize:
20th Century Boys
Igor
Painted Skin
Sword of the Stranger (prima recensione)
Sword of the Stranger (seconda recensione)
