Le [di]visioni imperfette

Makkox
Prefazione di Roberto Recchioni
Coniglio Editore - 2009


Marco Dambrosio alias Makkox alias Canemucca è arrivato al fumetto piuttosto tardi: occupato professionalmente nel campo della grafica, nel 2007 inizia a diffondere i suoi fumetti in internet, attraverso il blog canemucca.com. Le sue storie, che si sviluppano in senso verticale per seguire il senso di lettura del web, conquistano subito i lettori della rete, e in poco tempo il nome di Makkox inizia a circolare nel mondo del fumetto. Al blog si affianca il tlog canemucca.tumblr.com, e nel 2009 il sito coreingrapho.com. Le sue storie, all'insegna dell'ironia e del cinismo, sono disegnate interamente al computer, con uno stile rotondo e veloce che potrebbe ricordare il tratto di alcuni disegnatori Disney come Giorgio Cavazzano (o mi sto facendo influenzare dal fatto che Makkox si rappresenti come un papero?), ma con alcuni -forse troppi- segni e ghirigori in più.
Nel 2008 Makkox tenta l'approdo sulla carta stampata: pubblica su Liberazione, Internazionale, Blue e oggi sulla neonata rivista ANIMAls (un recente sondaggio tra i lettori della rivista lo colloca al secondo posto sia tra gli autori più amati che tra quelli più odiati). Sulla carta però le sue storie a fumetti, spesso gravate da un testo eccessivo, senza il dinamismo imposto esternamente dallo scroll del mouse risultano piuttosto statiche e verbose.
Limite che però non si trova in questo Le [di]visioni imperfette, primo libro di Makkox. Non si tratta infatti di un vero e proprio libro a fumetti. Le divisioni nascono inizialmente per il web: vengono pubblicate a partire dal novembre 2008 su canemucca.tumblr.com e come scrive Makkox nel suo blog, l'idea era quella di "una storia raccontata per flash MOLTO autonomi: vignette che potevan vivere anche da sole senza conoscere il resto della storia".
Nel fumetto, è risaputo, non è importante solo quello che succede nelle vignette, ma anche quello che succede tra una vignetta e l'altra, quello che il lettore non vede. Per questo è fondamentale scegliere bene cosa rappresentare. Makkox racconta una storia, ma la racconta attraverso dei frammenti, senza la presunzione che siano necessariamente i migliori: non per niente non numera le tavole con numeri interi, ma con decimali periodici: il risultato, appunto, delle sue [di]visioni.
La storia è una storia di amore e tradimenti: quattro protagonisti, i cui percorsi si intrecciano e si scontrano. Piero è sposato con Sveva, che lo tradisce con Roberto, che però va a letto anche con Mirella, che poi è l'amante di Piero. Se aggiungete che Piero e Roberto sono colleghi, e che Mirella è la governante di Sveva, avrete ben chiara la caotica situazione da soap che viene a crearsi. Ma non si indulge certo nel pruriginoso, e neppure si indagano più o meno finti sensi di colpa: quel che interessa a Makkox è la spietata analisi di un'umanità cinica e vuota, descritta da fulminanti quadretti in cui i personaggi sembrano fare a gara di antipatia e da battute più amare che divertenti.
Questo quanto si può leggere sul web. Ma ad un certo punto la narrazione si interrompe. Ora, a distanza di un anno, Makkox riprende in mano la sua storia e la pubblica con tavole inedite.
Roberto Recchioni, che scrive la prefazione al libro (prefazione che ha suscitato qualche imbarazzo nella redazione di Coniglio Editore, come racconta lo stesso Makkox), non è certo indulgente. Pronto a gridare al capolavoro per la prima parte delle divisioni, sulla seconda parte scrive: "tutto il materiale successivo che viene presentato per la prima volta in questo volume, è una storia altra e non ha nulla a che fare con quella che l'ha preceduta ma che invece ha parecchio a che spartire con la spinosa questione del talento: avercelo, saperlo gestire e farsi carico delle responsabilità che comporta".
Ma Recchioni ha ragione e torto al tempo stesso. Ha ragione quando dice che la seconda parte del libro non c'entra nulla con la prima. Ma sbaglia a sottovalutarne la portata e a leggerla come una specie di resa dell'autore. Perché al contrario Makkox qui si spinge ancora più a fondo nella sua riflessione sul fumetto, dà un ulteriore giro di vite alla sua indagine metanarrativa. Se nella prima parte ci raccontava dei frammenti casuali, nella seconda ci presenta i fotogrammi sbagliati, quelli che sono stati tagliati dal montaggio. Ma non dal montaggio del racconto; bensì dal montaggio del documentario che Makkox finge di girare sul racconto. Trasforma infatti la sua storia in una fiction e i suoi protagonisti in attori. In questo vorticoso slittamento di piani, Makkox arriva ad uccidere l'autore della fiction, e quindi se stesso. Ma nemmeno la morte dell'autore mette la parola fine a una buona storia, e noi possiamo continuare a infilarci nelle pieghe del racconto per scoprirne i particolari nascosti.

Caratteristiche tecniche

A colori
64 pagine, formato 15x21
prezzo: €11.00

 

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(Fabio Sera, 10 dicembre 2009)